Itinerario 2. DA FALLISTRO A MACCHIASACRA E MONTE CURCIO

Altitudini: Fondovalle Fallistro 1413 m.; Macchiasacra 1670; Monte Curcio 1761 m.

Disvivelli solo andata: 257 m. in salita fino a Macchiasacra; 348 m. in salita per Monte Curcio.

Difficoltà: E

Tempo di percorrenza: fino a Macchiasacra (variante 1)  ore 1,30 minuti; arrivo alla vetta di Monte Curcio ore 1,45 minuti; andata e ritorno (facendo la variante 2) 4 ore circa.

Avvicinamento. Dalla statale 107 uscire a Croce di Magara-Germano. Andare a destra e poi a sinistra (al bivio per Germano). Seguire il lungo rettilineo fino al bivio di Croce di Magara, dove c’è una fontana. Svoltare a sinistra e seguire la strada di fondovalle (che passa a sinistra dei Giganti della Sila) sulla sinistra idrografica del Neto, per 1,74 km (dal bivio con fontana), e a 460 metri dalla biforcazione dei Giganti della Sila, dove, sulla destra della strada, si stacca una sterrata alberata.

Descrizione del percorso. Prendere la sterrata contornata da giovani alberi di pini larici. Si incontra, a circa 285 metri dalla strada asfaltata, un bivio, dove bisogna andare a sinistra (andando a destra, dopo quasi un km, ci si collega all’itinerario 1). Si penetra nel bosco di pini e, in leggera salita, dopo circa venti minuti, si giunge alla grande radura di Spirito Santo, con dei ruderi (Andando a destra si può percorrere al contrario l’itinerario 1). Si tralascia la deviazione a destra e si prosegue diritto, in leggera salita, in una giovane pineta sempre più mista al faggio. Al bivio proseguire diritto, tralasciando la deviazione a sinistra (che aggira il Monte Spirito Santo verso sud). Poco dopo andare a sinistra (percorso maggiormente battuto), tralasciando la deviazione che prosegue diritto (per il Vallone Sette Acque e Camigliatello) (Siamo alla Sella Jordanello). Si continua fra macchie di bosco e radure. Si alternano salite, anche ripide, e tratti in piano, in un bosco successivamente sempre più fitto, sempre più di faggio. Dopo un apparente dosso con discesa, dove si intravede Monte Curcio, la sterrata prosegue in piano, fino a incontrare un bivio (che per facilitarci le cose chiamiamo bivio Macchiasacra-Curcio).
 Variante 1. Dal bivio Macchiasacra-Curcio, prendendo la strada di sinistra, in leggera discesa, si giunge ai grandi pascoli di Macchiasacra. All’inizio lo spazio erboso è stretto, fra alti faggi, ma poi si allarga ampiamente.  Proseguire liberamente nella radura. Ma attenzione al terreno, soprattutto a primavera, in quanto molto fangoso (si sprofonda).
  Variante 2. Dal bivio Macchiasacra-Curcio, andando a destra, invece, avvolti dalla faggeta, in leggera salita, dopo una diecina di minuti si giunge al pianoro sottostante Monte Curcio. Per raggiungere la vetta seguire il crinale, in salita ripida, a destra. Dal pianoro sottostante Monte Curcio, andando a sinistra (diritto da chi scende da Monte Curcio) si arriva a Macchiasacra. Seguire l’ampio pascolo liberamente da sud-ovest a nord-est (dunque verso sinistra), fino a ritrovare la sterrata che porta al bivio Macchiasacra Curcio.